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Il Ponte degli Alpini

Il Ponte "Vecchio"


Il Ponte Vecchio, noto anche come Ponte degli Alpini, è Monumento Nazionale da Giugno del 2019.
Oggi, il Ponte degli Alpini è non solo un monumento storico, ma anche un simbolo identitario per gli abitanti di Bassano. È un luogo di memoria, che celebra la resilienza della città e degli Alpini, oltre ad essere una meta turistica amata. La recente ricostruzione del 2021 ha riaffermato il valore del ponte come patrimonio culturale e architettonico di rilevanza nazionale.
E’ stato ricostruito numerose volte nel corso della sua storia. Ogni ricostruzione è stata motivata da eventi naturali o bellici che hanno danneggiato o distrutto il ponte.


Origini e prime costruzioni

La prima versione del ponte risale al 1209, quando fu costruito in legno per collegare le due rive del fiume Brenta. Grazie alla sua posizione strategica, il ponte favorì il commercio e lo sviluppo della città. La sua struttura originale venne distrutta più volte nel corso dei secoli a causa di piene, guerre e incendi. Nel 1450 una piena del Brena lo distrugge completamente, venne ricostruito e riaperto con pedaggio nel 1453. Nel 1498 Il Ponte è gravemente danneggiato per varie cause e viene ricostruito con il concorso della Serenissima.
Nel 1511 durante la guerra dei Cambrai le truppe Francesi, incalzate dai veneziani, in ritirata diedero fuoco al Ponte. Fu allestito subito un traghetto per assicurare un passaggio di fortuna, ma per la ricostruzione, tra carteggi, ambasciate, ordinanze, perizie bisognerà arrivare al 1519. Infatti in quell’anno su richiesta del Doge Loredan il Ponte fosse ricostruito “in quel modo et forma che era solito farsi in passato.”  Tra il 1520 e il 1569 viene ricostruito più volte, una anche in pietra. Nel 1569, a seguito dell’ennesima piena la ricostruzione viene affidata a
Andrea Palladio. Palladio mantenne la struttura in legno, seguendo la tradizione locale, ma progettò un’opera di grande eleganza e funzionalità, capace di resistere alle potenti correnti del fiume. Dopo quasi 200 anni, il 19 Agosto 1748, una piena spaventosa porta via il Ponte come un fuscello: alle 8 di mattina il ponte fu visto andarsene, galleggiando, tutto insieme sopra le acque. Necessità di una ennesima ricostruzione. Furono commissionate perizie a Bartolomeo Ferracina, Giovanni Miazzi e Tommaso Temanza. All’altezza del porto di Brenta sotto la direzione del Miazzi viene costruito un ponte provvisorio.  Il governo veneziano decide che la ricostruzione fosse uguale a quella del Palladio divelto dalla piena, e affida la direzione dei lavori a Bartolomeo Ferracina nel 1750. Il 30 settembre 1751 il Ponte viene aperto al pubblico passaggio. Unica variante al precedente ponte i due poggioli-belvedere centrali visibili tuttoggi. Ancora una volta Bassano si trovò al centro di un scontro militare tra truppe francesi e truppe antifrancesi.  Il 22 ottobre 1813 Bassano fu occupata dagli austriaci. Dopo qualche giorno i francesi comandati dal vicerè d’Italia Eugenio Beauharnais contrattaccarono e riuscirono, dopo una furiosa battaglia nei pressi di Ca’ Rezzonico, a cacciare gli austriaci fuori Bassano. Ma gli austriaci, forti di nuove truppe arrivate da Trento, ricominciarono l’assedio a Bassano. Il vicerè allora decise di ritirarsi con tutto il suo esercito e, per ritardare l’inseguimento degli austriaci, il 2 novembre 1813, alle ore 11,  fece ricoprire tutto il Ponte di pece dandogli poi fuoco. Fu immediatamente ricostruito

Dal 1915 alla Seconda Guerra Mondiale

Durante la Prima Guerra Mondiale, il ponte assunse un ruolo cruciale come punto strategico per i rifornimenti e gli spostamenti delle truppe italiane, trovandosi vicino alla linea del fronte. La città di Bassano fu un luogo importante nella difesa del confine nord-orientale e subì pesanti bombardamenti.
Il 17 settembre 1915 un aereo austriaco scagliò una bomba sul Ponte. Fu la prima delle 527 bombe cadute su Bassano. Fu ampiamente rovinato il tetto, ma il Ponte continuò la funzione di transito: da qui passarono le artiglierie per la resistenza nell’Altopiano dei Sette Comuni e per la ritirata di Caporetto. Nel 1916 il ponte fu nuovamente e gravemente danneggiato, ma fu riparato rapidamente per mantenere operativa questa infrastruttura vitale per la logistica di guerra. Con la Seconda Guerra Mondiale, il Ponte Vecchio subì ulteriori devastazioni. Durante la ritirata dell'esercito tedesco nel 1945, il ponte venne fatto saltare in aria. La distruzione segnò profondamente la città, ma il legame della comunità con il ponte rimase forte. In precedenza ci provarono gli Alleati con alcuni bombardamenti che però rasero al suolo solo il ponte della Vittoria.
Attraverso il Ponte vecchio pertanto continuava il traffico civile e militare, e per evitarne l’uso da parte del nemico doveva essere distrutto. Quindi dal Comando regionale veneto partì l’ordine alla Brigata partigiana “Martiri del Grappa” comandata da Masaccio di distruggerlo. Il 17 Febbraio del 45 il Ponte fu danneggiato solo sul lato di Angarano. L’attentato purtroppo causò la morte di un bambino e di una signora. Il danno ottenuto rese comunque  il Ponte inutilizzabile. Il giorno successivo i tedeschi fucilano sul Ponte tre giovani per rappresaglia.

Dalla ricostruzione del 1948 ad oggi

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il ponte fu ricostruito nel 1948 grazie al contributo degli Alpini, che decisero di riportarlo al suo antico splendore seguendo fedelmente il progetto originale palladiano. Questo atto di ricostruzione non fu solo un lavoro di restauro, ma anche un simbolo di rinascita e resilienza per la città di Bassano e per l'Italia intera. Da allora, il ponte è noto anche come Ponte degli Alpini, in onore del corpo militare che si impegnò nella sua rinascita. L’inaugurazione si tenne 3 ottobre 1948 alla presenza del capo del Governo Alcide De Gasperi e del presidente del Senato Ivanoe Bonomo. Non fu solo il giorno della riconsegna del Ponte alla città ad opera della ditta Tessarolo, ma fu l’appuntamento principale della 22ª Adunata Nazionale degli Alpini. Quella del 1948 – dopo la sospensione delle Adunate tra il 1941 ed il 1947 per via dei tragici eventi causati dal secondo conflitto mondiale - fu la prima Adunata nazionale organizzata a Bassano del Grappa. Quell’Adunata, la prima, viene ricordata come un «incontro dei reduci della 1ª e della 2ª Guerra Mondiale, che arrivava in un momento delicato per l’Associazione Nazionale Alpini» anch’essa alle prese con la riorganizzazione post bellica e le cui divergenze politiche ed incertezze però venivano sgombrate dallo «spirito alpino che, ancora una volta, avrebbe prevalso su tutto».
Ed, infatti, è proprio attorno al nostro Ponte che si stempereranno gli animi: «Dopo due invasioni culminate nell’obbrobrio di una guerra fratricida – dirà il Ten. Col. Bruno Solagna, presidente del Comitato organizzatore dell’Adunata – al di qua di ogni credo politico, in un pathos che ha profonde radici nelle segrete comuni origini, gli italiani e per essi gli Alpini hanno ricongiunto due sponde in una località dove tale fatto – la progressiva, paziente opera di ricostruzione – è venuto svolgendosi con i caratteri di un vero e proprio rituale. Un ponte: il ponte di Bassano, prima prodigiosa maglia di una catena che, riunendoli, vorrà ancora perpetuarli come popolo restituito alla dignità di Nazione». «Oggi la storia effettua una consegna» diceva ancora Solagna nel suo saluto. «Il ponte di Bassano, l’epico ponte del Grappa che nella gentilezza alpina si è trasformato in canto d’amore, diventa il «Ponte degli Alpini» quale meritato riconoscimento della fede e della volontà che l’hanno ricostruito». «Ponte degli Alpini – conclude il Tenente Colonnello e Grad’Ufficiale Bruno Solagna – ma qui a Bassano sui contrafforti delle Alpi testimoni di una fulgida epopea, Alpini sono tutti gli Italiani.
Ponte degli Alpini: come dire: Ponte degli Italiani». Negli anni successivi, il ponte ha subito diverse opere di manutenzione, ma le continue sollecitazioni dovute alle piene del Brenta e all'usura del tempo hanno reso necessari interventi più importanti. Dopo un lungo periodo di studi e preparativi, nel 2019 è iniziato un grande progetto di restauro, che si è concluso nel 2021. Il restauro ha coinvolto l’intera struttura: sono stati sostituiti i pali di sostegno in legno danneggiati, ripristinati i parapetti e rinforzata la parte portante. Particolare attenzione è stata posta nel mantenere l’estetica e i materiali originali, rispettando il progetto palladiano. L’intervento ha restituito alla città di Bassano un ponte sicuro, autentico e capace di resistere a future sfide.

Foto Ponte



    LogoBassanoComune di Bassano del Gr.

    LogoAnaAssociazione Naz. Alpini

    Museo ANA Montegrappa
    Via Angarano, 2
    36061 Bassano del Grappa (VI)
    +39 0424 503 650
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    Sezione ANA Montegrappa

    Orari
    martedì - domenica: 9.00-20.00
    con accesso dal bar sovrastante

    Biglietto di ingresso
    €. 3,00 Intero

     

    È necessario che ogni visitatore arrivi al museo dotato del proprio auricolare personale. Il museo comunque provvederà a fornire di un auricolare monouso cablato con Jack 3.5mm, già igienizzato in bustina chiusa.